Diritto dei consumatori · · di Elena Conti

Diritto alla riparazione UE: cosa è cambiato nel 2026

Tra il nuovo obbligo di riparazione fuori garanzia e i requisiti di progettazione, il quadro europeo sulla durabilità dei prodotti entra nella sua fase operativa.

Componenti elettronici e attrezzi di riparazione su banco da lavoro

Per anni il diritto del consumatore europeo si è concentrato soprattutto sul momento dell'acquisto: informazione precontrattuale, recesso, garanzia di conformità. Negli ultimi diciotto mesi il baricentro si è spostato anche sulla fase successiva, quella che riguarda la durata effettiva del prodotto e la possibilità di ripararlo. Due strumenti normativi convergono in questa direzione, e nel 2026 entrano in una fase concreta di applicazione.

Il primo è la Direttiva (UE) 2024/1799 sul diritto alla riparazione, entrata in vigore il 30 luglio 2024. Il secondo è il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), che ha sostituito la precedente disciplina dell'Ecodesign. Vediamo cosa significano, in pratica, per chi compra.

La Direttiva 2024/1799 e l'obbligo di riparazione fuori garanzia

La principale novità della Direttiva è l'introduzione, per i produttori di alcune categorie di beni (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, smartphone, tablet, display, aspirapolvere e altri prodotti elencati nell'Allegato II), di un obbligo di riparazione anche dopo la scadenza della garanzia legale di conformità. Il consumatore potrà rivolgersi direttamente al produttore richiedendo la riparazione a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, anche dopo i ventiquattro mesi previsti dal Codice del Consumo.

Gli Stati membri hanno tempo fino al 31 luglio 2026 per recepire la Direttiva nell'ordinamento nazionale. Per i consumatori italiani questo significa che gli effetti pratici si vedranno gradualmente nei mesi successivi al recepimento, con modalità operative che saranno chiarite dal decreto attuativo.

Modulo europeo di informazione sulla riparazione

La Direttiva introduce anche un modulo europeo di informazione sulla riparazione, che il produttore o il riparatore dovrà fornire su richiesta del consumatore. Il modulo dovrà indicare il prezzo della riparazione, i tempi previsti, la disponibilità di parti di ricambio e le condizioni del servizio. L'obiettivo è permettere al consumatore di confrontare più offerte di riparazione in modo trasparente, riducendo l'asimmetria informativa che oggi spinge spesso verso la sostituzione anziché la riparazione.

La piattaforma online di riparazione

Per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di servizi di riparazione, la Direttiva prevede che ciascuno Stato membro istituisca, o sostenga, una piattaforma online di riparazione. La piattaforma dovrà includere riparatori indipendenti, venditori di beni ricondizionati e iniziative comunitarie di riparazione. L'iscrizione sarà volontaria per gli operatori, ma le condizioni di accesso dovranno essere trasparenti e proporzionate.

Ecodesign: i requisiti di riparabilità già operativi

Parallelamente, il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile, in vigore dal 18 luglio 2024, consente alla Commissione di adottare atti delegati che impongono ai produttori requisiti specifici di durabilità, riparabilità, riciclabilità e disponibilità di parti di ricambio. I primi atti delegati sono in corso di adozione e nel 2026 ci si aspetta l'avvio della loro applicazione per le categorie di prodotti prioritarie indicate nel piano di lavoro della Commissione, tra cui elettronica di consumo, tessili e mobili.

A questi si aggiunge il Passaporto Digitale del Prodotto, previsto dallo stesso Regolamento, che renderà accessibili al consumatore informazioni standardizzate sulla composizione, sulla riparabilità e sull'impatto ambientale dei beni acquistati. La fase pilota è già in corso per alcune categorie.

Cosa cambia, concretamente, per il consumatore

Nel breve periodo la principale novità visibile è la presenza, sempre più frequente, di indicazioni sulla riparabilità nelle schede prodotto, in particolare per gli elettrodomestici e l'elettronica di consumo. Nel medio periodo, una volta completato il recepimento italiano della Direttiva, sarà possibile richiedere al produttore una riparazione anche dopo la scadenza della garanzia legale, con un quadro contrattuale standardizzato.

Si tratta di un cambiamento che premia chi compra con prospettiva di durata e che modifica i criteri di valutazione di un acquisto. Nei prossimi articoli analizzeremo casi concreti di applicazione, man mano che i primi provvedimenti di recepimento e gli atti delegati verranno pubblicati.

L'autrice

Elena Conti coordina la redazione di Prodotti Testati. Si occupa di prodotti di consumo, elettronica e accessori per la casa, con particolare attenzione alla trasparenza del mercato online. Contatto: redazione@prodottitestati.it.

← Torna alla home